I Contenuti

I CONTENUTI DELLA RICERCA E DELLA FORMAZIONE ALLA PACE

  • La Pace è un bisogno universale. Possiamo parlare di pace negativa quando pensiamo alla riduzione della violenza che ferisce la vita e di pace positiva quando desideriamo o sperimentiamo l'armonia, lo stare bene, dentro di noi e nelle relazioni con gli altri e con la natura. Da un lato quindi ridurre o eliminare la violenza, dall'altra far crescere il benessere e la sintonia.
  • La violenza non è solo quella di cui osserviamo gli effetti (distruzioni, morti, feriti, profughi...), cioè la violenza diretta, ma anche quella indiretta contenuta nella struttura sociale, politica ed economica (la violenza strutturale), sostenuta e legittimata dalla violenza culturale. Violenza che colpisce la famiglia umana ma anche l'ambiente. Il lavoro per la pace si muoverà quindi nella direzione della conoscenza e riduzione dei tre livelli di violenza e sviluppo di paralleli ambiti di pace.
  • Ma se la pace è un valore comune per tutta l'umanità, non così le vie per arrivarvi. La nostra cultura occidentale risente ancora del principio romano "se vuoi la pace prepara la guerra", per cui valori come la giustizia, la libertà possono essere imposti anche con mezzi violenti (il fine giustifica i mezzi). A volte prevale una concezione passiva e negativa del pacifiscmo per cui vengono tollerate ingiustizie in nome della pace. Da una parte quindi giustizia senza pace e dall'altra pace senza giustizia. La sfida dell'umanità è quella di coniugare pace e giustizia, quindi pace con mezzi pacifici. Pace, giustizia e sviluppo sostenibile rappresentano quindi finalità e strategie, poiché "non c'è una via alla pace; la pace è la via" (Gandhi).
  • Il lavoro per la pace non può ignorare i conflitti che sono attorno a noi piccoli o grandi. Anzi, il nuovo approccio alla pace è proprio nella capacità di gestire in modo costruttivo i conflitti. Oggi parliamo di trasformazione creativa dei conflitti perché i conflitti non scompaiono. Possiamo solo cercare di ridurre la sofferenza che possono provocare e di coglierne le sfide nascoste. I problemi possono essere affrontati in modo creativo, ricercando soluzioni che soddisfino i bisogni di tutte le parti. In questo modo superiamo la logica vinci-perdi in favore di una logica vinci-vinci. La vittoria di entrambi è la migliore garanzia per la trasformazione duratura del conflitto.
  • Fondamentale è la distinzione tra ruolo e persona. La persona non è quello che fa. Possiamo avere un comportamento critico verso un determinato comportamento e, nello stesso tempo, un atteggiamento benevolo verso chi lo compie. Confondere i due piani ci fa scivolare nel terreno della violenza dove, nei casi estremi, per eliminare il male viene eliminato l'altro. Occorre liberare dal male non solo chi lo subisce ma anche chi lo compie. Questo è il significato della nonviolenza.
  • Non vi sarà pace nel mondo se non ci sarà pace nelle nostre comunità. Ci sarà pace nelle nostre comunità se ci sarà pace nelle nostre famiglie e dentro di noi. Il lavoro per la pace comincia dentro di noi. Spesso i conflitti che ci oppongono agli altri sono la conseguenza di conflitti presenti nella nostra anima (M.Buber).