Rocca di Pace
Laboratorio di Ricerca e Formazione
L'orto del governatoreUn senso di pace nell' Orto del Governatore...tra aromi, gusti e coloriUn minuscolo lembo di terra, stretto tra le antiche mura del castello di Sestola (MO), ben esposto al sole, coltivato da tempo immemorabile, come dimostra il nome. Dopo la salita, un luogo per fermarsi, riposarsi, stare un po' con se' stessi in armonia con la natura. Ortaggi, piante aromatiche, officinali, da frutta, per tingere o semplicemente da guardare o annusare. Aperto dal 23 maggio 2005 Tutti i giorni Da una salita difficile e intricata, che attraversa la selva, si approda all'orto giardino come luogo di pace, di ristoro e contemplazione. E' un luogo protetto (hortus conclusus) che definisce un piccolo universo fertile centrato attorno alla fontana, dove si coltivano gli ortaggi e se stessi e si cimenta qualcosa che non c'è.
E' l'orto giardino, luogo edenico delle delizie che contiene tutto ciò che serve alla vita nutrendo i suoi sensi: da godere con la pelle e con gli occhi, da gustare nel succo dei frutti, da odorare mentre si ascolta la musica dell'acqua. E' l'orto dei semplici dove la natura fornisce i rimedi quando s'incrina l'equilibrio del corpo. Rappresenta anche il giardino segreto del "Cantico dei Cantici" dove s'incontrano gli amanti, la persona con la sua anima, l'anima con quello che chiamiamo Dio. Questo per quanto concerne l'aspetto positivo dell'immaginario, mentre al negativo nel giardino vive il conflitto, la lotta per la sopravvivenza (cfr.ecologia), la fatica del lavoro (cfr. la cacciata dall'Eden) e i suoi fallimenti (parassiti, qualità del terreno, drenaggio). A questo proposito è importante insistere sul valore della biodiversità (utilizzo di specie autoctone più resistenti).
Muovendo dalla considerazione filosofica di Leopardi sulla sofferenza della natura stessa (cfr. "Il giardino malato" dello Zibaldone) e dalle affermazioni di San Paolo nella Lettera ai Romani sull'attesa di liberazione da parte della creazione, possiamo intuire il ruolo di custode assegnato alla creatura umana (contro una visione antropocentrica) e ritrovare nella figura di San Francesco il modello per l'apertura all'Altro, la riconciliazione, la possibilità di nascita di qualcosa di sconosciuto. Da qui la sua indicazione di lasciare nell'orto uno spazio per i semi che porta il vento. Le stagioni si susseguono lentamente e guardando indietro vorremmo scoprire la storia dell'orto del governatore; sarà possibile fare una ricerca presso gli archivi del castello (cfr. E' scamadul), gli archivi estensi dell'Orto botanico di Modena e indagini nel territorio per raccogliere saperi e sementi dai vecchi coltivatori. Le giovani generazioni si occuperanno anche di studiare e utilizzare nuove tecnologie da armonizzare con vecchie tecniche, in ogni caso compatibili con l'ambiente (cisterna per la raccolta dell'acqua piovana per l'irrigazione, fontana azionata da pannello fotovoltaico, ...)
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